Il prezzo di una corsa NCC si compone sempre delle stesse voci: i chilometri del percorso, il tempo impiegato, l’eventuale attesa, la maggiorazione per gli orari notturni o festivi, i pedaggi autostradali e il tipo di veicolo richiesto. Chi chiede un preventivo vuole sapere quanto pagherà prima di salire in auto: il compito di chi gestisce autisti e prenotazioni è trasformare queste voci in un numero chiaro, senza sorprese a fine corsa.
Le voci che compongono il prezzo di una corsa
Non esiste un listino unico valido per tutta Italia: ogni azienda NCC costruisce la propria tariffa partendo da alcuni elementi fissi.
- Chilometri del percorso: la base di calcolo più diffusa, spesso con una tariffa a scaglioni (i primi chilometri costano di più dei successivi).
- Tempo impiegato: per i servizi a disposizione (matrimoni, eventi, giornate intere) si fattura a ore anziché a chilometro.
- Attesa: i primi minuti sono quasi sempre inclusi, oltre una certa soglia scatta un costo aggiuntivo, tipico nei transfer con voli in ritardo.
- Orario notturno o festivo: una maggiorazione percentuale sulla tariffa base, comunicata già in fase di preventivo.
- Pedaggi e parcheggi: voci reali che vanno riconosciute all’autista e, se previsto, riaddebitate al cliente.
- Tipo di veicolo: una berlina, un van o un’auto executive hanno costi di gestione diversi e quindi tariffe diverse.
Il principio che distingue l’NCC dal taxi è che queste voci si sommano prima della corsa, non dopo: il cliente firma un preventivo, non guarda un tassametro.
Tariffa fissa o calcolo sui chilometri reali: quando usare l’una o l’altra
Per le tratte che si ripetono – l’aeroporto più vicino, la stazione, un cliente aziendale che prenota ogni settimana – ha senso fissare un prezzo a tratta, uguale ogni volta che si ripete quel transfer. Serve però tenere conto del verso di percorrenza: andare e tornare non sono sempre la stessa cifra, perché cambiano i chilometri a vuoto prima o dopo il servizio.
Per le corse non ricorrenti, invece, conviene partire dai chilometri reali del tragitto calcolati su mappa, non da una stima a occhio: un errore di 10-15 km su un percorso extraurbano pesa subito sul margine della corsa, soprattutto se il preventivo è già stato comunicato al cliente.
Come si prepara un preventivo che il cliente accetta subito
Un preventivo convince quando è chiaro su cosa include: percorso, orario di ritiro, tipo di veicolo, eventuali soste ed eventuale attesa già conteggiata. I clienti che chiedono un preventivo NCC per un transfer aeroportuale vogliono soprattutto una cosa: sapere che il prezzo non cambia se il volo arriva in ritardo di mezz’ora. Chiarirlo subito, nel preventivo stesso, evita discussioni a servizio concluso e autisti che devono giustificare un supplemento non previsto.
Chi riceve richieste via telefono, email o modulo del sito dovrebbe rispondere con lo stesso criterio ogni volta: stessa tratta, stesso prezzo, a prescindere da chi ha risposto in ufficio o da quale autista la farà. È qui che un metodo scritto batte la memoria di chi prende le prenotazioni.
Gli errori più comuni nel calcolare una corsa
- Dimenticare l’attesa nei transfer da aeroporto, poi doverla recuperare a corsa fatta.
- Quotare a sensazione invece che sui chilometri reali del percorso, specie su tratte extraurbane poco battute.
- Avere prezzi diversi per la stessa tratta a seconda di chi risponde al telefono, con clienti abituali che se ne accorgono e lo segnalano.
- Non distinguere andata e ritorno su un transfer a prezzo fisso, quando il percorso a vuoto cambia il costo reale della corsa.
Tenere tariffe e preventivi in un unico punto
Più cresce il numero di corse e autisti, più serve un riferimento unico per i prezzi: non un file che gira tra più persone, ma un listino che tutti in azienda consultano allo stesso modo. Il gestionale NCC di DRIVERGEST tiene il listino tariffe dell’azienda in un solo posto, con i transfer ricorrenti impostati a prezzo fisso e il verso di percorrenza distinto tra andata e ritorno. Sulle corse non ricorrenti, il prezzo suggerito si calcola sui chilometri reali del percorso indicato nel servizio, non su una stima.
Il modulo Concierge raccoglie le richieste e prepara un preventivo della corsa: una volta che il cliente lo accetta, il preventivo diventa direttamente un servizio in agenda, senza doverlo riscrivere da zero. Il gestionale si usa anche dal telefono, come app NCC, quindi listino e preventivi li hai sotto mano anche quando non sei in ufficio. Chi vuole vedere come queste funzioni si inseriscono nel resto del gestionale può consultare i prodotti DRIVERGEST.
Il consiglio pratico è questo: scrivi una volta sola come calcoli ogni tratta ricorrente – chilometri o prezzo fisso, attesa inclusa, maggiorazione notturna – e usa sempre quel criterio. Un preventivo coerente nel tempo costruisce più fiducia di uno scontato lì per lì.
Domande frequenti sulle tariffe NCC
Si parte dai chilometri del percorso e dal tempo impiegato, poi si aggiungono l’attesa, la maggiorazione per notte e festivi, i pedaggi e il tipo di veicolo. Non c’è un listino unico per tutta Italia: ogni azienda NCC fissa la propria tariffa e la deve applicare in modo coerente.
Per le tratte che ripeti spesso, come i transfer per l’aeroporto o la stazione, il prezzo fisso è più chiaro per il cliente e più veloce per te. Per le corse occasionali conviene calcolare sui chilometri reali del percorso, così il prezzo segue la strada che farai davvero.
Dipende dalla tua tariffa, ma va sempre scritta nel preventivo: quanti minuti sono inclusi e quanto costa ogni minuto in più. Così, se il volo ritarda o l’evento finisce tardi, il conto non diventa una discussione.
Tieni il listino in un solo posto e parti da lì. Con DRIVERGEST le tratte ricorrenti sono già a prezzo fisso e per le altre il prezzo suggerito si calcola sui chilometri del percorso. Il preventivo preparato dal Concierge, quando il cliente lo accetta, diventa direttamente una corsa in agenda.
